Le Linee strategiche rappresentano gli ambiti attraverso cui la Regione Campania intende rendere operativo il cambiamento di sistema delineato dal Piano. Esse orientano l’evoluzione delle politiche attive regionali verso un modello più moderno, integrato e fondato sulla conoscenza dei fabbisogni professionali, sull’efficacia dei servizi e sulla valutazione dei risultati.

 

La prima linea riguarda la governance, la qualità e la programmazione integrata delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale. Il Piano attribuisce alla Regione una funzione di regia pubblica: non solo amministrare risorse, ma orientare il sistema, coordinare gli attori, definire priorità e verificare gli effetti degli interventi. In questa prospettiva, la governance diventa lo strumento per evitare frammentazione e sovrapposizioni, rafforzando la coerenza tra politiche, misure, soggetti attuatori e destinatari.

 

La seconda linea è dedicata ai Centri per l’Impiego, chiamati a rafforzarsi e trasformarsi. I CPI sono individuati come presidio pubblico di primo accesso, orientamento e valutazione dei bisogni delle persone. Il loro ruolo è centrale per intercettare i destinatari, indirizzarli verso percorsi coerenti e contribuire all’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

 

La terza linea riguarda la programmazione formativa. Il Piano punta a rendere la formazione più selettiva, più coerente con i fabbisogni del mercato e più orientata agli esiti occupazionali. I percorsi formativi non devono rispondere a una logica di semplice saturazione delle platee, ma essere costruiti sulla base delle esigenze professionali rilevate, delle competenze richieste e delle opportunità effettive di inserimento o reinserimento lavorativo.

 

La quarta linea affronta il tema dell’occupazione femminile, della partecipazione al lavoro e delle competenze per l’autonomia economica. Il Piano riconosce la necessità di intervenire sulle condizioni che limitano la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso una maggiore integrazione tra servizi territoriali, misure di conciliazione e percorsi di rafforzamento delle competenze.

 

La quinta linea riguarda i sistemi informativi, l’adeguamento tecnologico e l’integrazione delle basi dati. Il Piano considera la disponibilità di informazioni aggiornate e integrate una condizione essenziale per programmare meglio, monitorare gli interventi e valutare gli esiti.

 

La sesta linea introduce la digitalizzazione dei processi e l’Intelligenza Artificiale come strumenti di supporto alla programmazione, alla gestione dei servizi e alla capacità dell’Amministrazione di leggere i fabbisogni e accompagnare i percorsi.

 

La settima linea è dedicata alla comunicazione strategica. Il Piano attribuisce alla comunicazione una funzione non accessoria: rendere conoscibili le opportunità, raggiungere anche i destinatari più distanti dai circuiti istituzionali, rafforzare la fiducia nei servizi pubblici per il lavoro e garantire trasparenza sugli interventi realizzati e sui risultati conseguiti.

 

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